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Blog della scuola 

Chiusura degli uffici

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Venerdì i nostri uffici rimarranno chiusi in occasione dell’Adunata degli alpini che nei giorni 7-8 e 9 invaderanno piacevolmente le strade di Bergamo.

Per informazioni sul corso di Home Staging potete contattare Helga Ogliari al numero 3395274666.

 

La sede giusta per il corso di home staging

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La sede ideale per un corso di home staging? L’abbiamo trovata!
E’ l’ Open Space Maciachini, uno spazio funzionale, accogliente e vicinissimo alla fermata della metropolitana (linea gialla). E poi, sembra fatto apposta per scatenare la creatività di un home stager. L'Open Space Maciachini è in Via Murat 84 a breve distanza dalla fermata Maciachini sulla linea gialla della Metro.

Ecco le foto dello spazio

 

Intervista con Italianhomestaging.com parte III

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Ecco l'ultima puntata dell'intervista con Italianhomestaging.
L'home stager- avete scritto - E' una figura complessa e trasversale ... deve possedere, oltre ad un innato gusto estetico, competenze nel settore immobiliare con particolare riguardo alla commercializzazione degli immobili ed alla loro reale possibilità di essere trasferiti o locati, un'approfondita conoscenza del mercato di riferimento in termini quantitativi (es: valori immobillari) e qualitativi (es: caratteristiche della domanda ed offerta di prodotto), facilità di gestione delle principali leve di marketing senza dimenticare una buona padronanza delle normative in campo edilizio ed urbanistico."
Un home stager ideale è un libero professionista oppure una figura specializzata che opera all’interno di un team?

In una società in cui sono sempre più richiesti livelli spinti di specializzazione ed aggiornamento è ovvio che lavorare all’interno di un team multidisciplinare ben affiatato è un vantaggio competitivo che consente di mettere in campo un pool strutturato di competenze. Un libero professionista, per quanto “tuttologo”, dovrà comunque stabilire delle collaborazione e partnership con soggetti terzi a cui far ricorso all’occorrenza. Nel primo caso sarà più semplice approcciare una clientela di tipo “corporate”, nel secondo si avrà invece modo di operare con una struttura snella, flessibile e con ridotti costi fissi.

C’è qualche lezione che potremmo apprendere dagli altri paesi in cui l’home staging è un’attività riconosciuta e diffusa?
Siamo certi che gli home stagers italiani, pur partendo dagli insegnamenti made in USA,  imprimeranno all’home staging un’importante svolta in termini di stile e creatività, individuandone applicazioni e strumenti più consoni alle caratteristiche socio-culturali del nostro paese. Forse la lezione più grande che ci arriva dall’estero è quella di abbandonare un certo individualismo e provincialismo tipici italiani ed aprirsi costruttivamente al confronto con competitors ed operatori del settore e soprattutto investire in formazione ed aggiornamento continui.  

Sabato 8 maggio Italianhomestaging risponderà alle altre domande poste dei partecipanti al corso introduttivo.

Intervista con Italianhomestaging.com II parte: i clienti e la professione

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Ecco la II puntata dell'intervista con i creatori di Italianhomestaging.com

Quali sono i potenziali clienti di un home stager? Quali finora si sono dimostrati più sensibili?
I potenziali clienti? Tutte le figure che possono trarre grandi vantaggi dalla valorizzazione degli immobili in termini di competitività  e  redditività.
I più sensibili? Principalmente gli agenti immobiliari, i costruttori ed i gestori di portafogli immobiliari, cioè tutte quelle figure culturalmente orientate all’”investimento”. Interessanti sviluppi potrebbero poi nascere dalla collaborazione con aziende di produzione e commercializzazione di complementi di arredo piuttosto che con  imprese di ristrutturazioni.
In seconda battuta i privati, differenziandoli tra due grandi categorie di clientela: quelli che desiderano imparare l’arte per farne un “hobby” a cui dedicarsi direttamente, e quelli che valutano favorevolmente, in termini di risparmio di tempo e di qualità degli interventi,  il ricorso ad un professionista.

Oggi in Italia si può vivere di puro home staging? Può essere un'attività in cui una persona si specializza oppure uno dei possibili servizi offerti?
All’estero l’attività di home stager esiste come attività professionale autonoma, grazie anche ad una conoscenza diffusa da parte del mercato, strumenti consolidati di supporto (assicurazioni, corsi di aggiornamento, associazioni di categoria, piani istituzionali di marketing, ecc.)  ed alla partnership con realtà che ne favoriscono la pratica (ad esempio società specializzate nel noleggio di arredamento e decorazioni per la casa). In Italia a nostro avviso i tempi non sono ancora maturi per garantire elevati e soprattutto “costanti” ritorni economici dalla pura consulenza in home staging e potrebbe essere prudenziale affiancarlo come servizio a coronamento di altre tipologie di prestazioni professionali (arredo e decorazione di interni, allestimenti fieristici, intermediazione immobiliare, ecc.). Ovviamente molto dipende dalle capacità individuali di mettersi in gioco e di sviluppare collaborazioni e pubbliche relazioni tali da garantire un’efficace promozione presso il giusto target di clientela. Va inoltre analizzato attentamente il territorio ed il mercato di riferimento:  alcuni contesti possono essere più ricettivi di altri perché connotati ad esempio da una consistente presenza di stranieri, una maggiore attenzione alle innovazioni, ecc. (ad esempio città come Roma-Milano-Firenze-Venezia). Partendo adesso si ha inoltre il vantaggio di sfruttare l’effetto “novità”.

Non perdere il prossimo post con l'ultima parte dell'intervista con Italianhomestaging. 

Italianhomestaging.com
sarà ospite del corso introduttivo di home staging che si terrà sabato 8 maggio a Milano.

 

Intervista con Italianhomestaging.com

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Nel 2008, quando ancora in Italia nessuno parlava di home staging due giovani professionisti con importanti esperienze lavorative nel campo della consulenza immobiliare ed informatico-finanziaria crearono italianhomestaging.com con l'obiettivo di promuovere la conoscenza e la diffusione dell'home staging in Italia.

Abbiamo incontrato i creatori di italianhomestaging.com che hanno accettato di rispondere ad alcune domande.
Ecco la prima parte dell'intervista

Voi avete parlato di home staging in tempi non sospetti quando ancora i media non avevano scoperto questa attività. Oggi TV, radio, giornali e internet  parlano di home staging, ma gli operatori del settore immobiliare cosa dicono?

Sorprende come nell’era di internet, l’Home staging sia approdato in Italia solo molto di recente, mentre negli USA, dove è nato grazie all’agente immobiliare Barb Schwarz, è una tecnica di valorizzazione immobiliare consolidata da oltre trent’anni.
In Italia si sta affermando, seppur con una certa ritrosia, una nuova cultura immobiliare, grazie anche ai proseliti del mondo accademico. Sebbene lo scollamento tra competenze tecnologico-architettoniche proprie del mondo delle costruzioni e conoscenze di tipo economico-gestionale sia ancora di sovente profondo, alcuni importanti “player del mattone” da anni applicano al comparto immobiliare tecniche di marketing e di valorizzazione in un’ottica di “high and best use”; alcune sono “strette parenti” dell’ Home Staging: si pensi ad esempio alla diffusione dell’allestimento di appartamenti campione nella cantieristica.
Non è però casuale che si inizi a parlare oggi di Home Staging. La crisi economica e la sostanziale stagnazione del mercato immobiliare con un eccesso di offerta di immobili, tra cui molti usati con scarsa attrattiva, obbligano ad un cambiamento di strategia, favorendo l’affermazione di nuovi strumenti di diversificazione del prodotto e di promozione di tipo “retail”, cioè rivolti alla clientela privata ed alle piccole aziende, tra cui l’Home Staging, una tecnica di valorizzazione che può avere una più larga diffusione e penetrazione grazie ai costi relativamente contenuti. Il sentiment degli operatori nei confronti di questo nuovo strumento, primi fra tutti gli agenti immobiliari, non può che essere positivo e, benché non sia una panacea per tutti i mali che affliggono attualmente il settore immobiliare, l’home staging permette di:
- offrire un servizio innovativo;
- avere un ottimo ritorno di immagine;
- differenziarsi sul mercato posizionandosi in una fascia più alta ed esclusiva;
- incrementare il volume di affari.


Quali sono i potenziali clienti di un home stager? Quali finora si sono dimostrati più sensibili?
La risposta nel prossimo post che pubblicheremo nei prossimi giorni.

Meglio di un attestato... una vetrina online

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“Al termine del corso di home staging rilasciate un attestato? Che valore ha?”
Spesso ci vengono poste domande di questo tipo.
In Italia l’home stager è ancora una professione poco conosciuta. Non esistono albi, né certificazioni particolari anche se non escludiamo che in futuro possano esserci. Stiamo lavorando anche per questo. Dunque oggi possiamo "solo" rilasciare un attestato di partecipazione al corso di home staging. Potremmo limitarci a questo, ma non ci basta. Vogliamo offrire qualcosa di più di un semplice pezzo di carta, un bell’attestato da esibire in ufficio o da riporre nel cassetto.
Vogliamo offrire qualcosa che sia veramente utile per i futuri home stager. 
Una vetrina online!
Oggi essere visibili online è fondamentale per tutti i professionisti, ma in particolar modo per chi svolge una professione emergente come la professione di home stager.
Chi seguirà l’intero percorso formativo avrà a disposizione un spazio online per un anno dove potrà promuovere la propria attività.
Meglio di un pezzo di carta, vero?   

Il salone del mobile apre le porte

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Oggi giornata inaugurale del salone del mobile di Milano, l'appuntamento annuale che attira professionisti del settore ed appassionati dalle più diverse parti del globo.
 

L'ingresso al salone è riservato agli addetti ai lavori. Unica eccezione domenica 18 in cui le porte del salone si apriranno al pubblico dei non addetti.
Da segnalare è anche il Fuorisalone che quest'anno offre un calendario di ben 560 eventi disseminati per Milano.

Think thank, installazioni, incontri con designer, aperitivi creativi, serate mondane... Milano cambia abito e ritmi, trasformandosi nella città del design.

Incontro con Home Makeover

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A cura di Helga Ogliari
Questa settimana ho avuto il piacere di incontrare Anna Meneghetti, l'interior designer che, con la giornalista Miky Ghersi, ha creato Home Makeover: "l'alternativa moderna ed economica all'interior design".
Home Makeover realizza progetti di home staging, ma si occupa più in generale di relooking.

 

In home page una serie di lampadine che al tocco si accendono, vibrano, scoppiano. Solo una consente l'accesso al menu.
"Quelle lampadine - spiega l'interior designer - rappresentano le nostre collaborazioni con diversi professionisti: falegnami, tinteggiatori, decoratori..."
Che dire? Una scelta in perfetto stile LuoghiDiRelazione.
Da Anna Meneghetti ho avuto la conferma che in questo lavoro la conoscenza e la collaborazione con altri professionisti è fondamentale per offrire ai clienti un servizio veramente su misura.
Proseguendo la visita del sito di homemakeover troviamo la sezione link con indirizzi utili suddivisi per argomenti: arredo e complementi, cucina, verde, decorazione, fotografia, vintage brocade.
Ma la vera chicca del sito è la slot machine. Scegli il tuo stile clicca su PLAY e... Scoprilo tu!