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Blog della scuola 

Home Staging "anni Cinquanta"

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Tornano di moda gli anni ’50 nell’arredamento! Chiaramente rivisitati.

Questo è certamente uno spunto importante, anche per gli Home Stager.

Approfondiamo il tema.

Gli elementi retrò sembrano essere di un nuovo in auge: linee curve, spigoli dichiarati. Ovviamente rivisti con tecnologie e confort dei giorni nostri.

Osserviamo le poltrone: hanno imbottiture che fanno pensare ai favolosi anni Cinquanta, ma i tessuti sono “soft touch”, antimacchia ed estremamente elastici.

Anche il “poggia piede” non è un’idea che arriva dal futuro, così come la presenza di un tavolino davanti alle poltrone.

Le cucine utilizzano sempre meno l’elemento legno, virando su colori opachi e naturali, tinte pastello, verde, azzurro.

Il risparmio energetico domina nella scelta degli elettrodomestici.

Tavoli trasparenti e allungabili.

Sensori ai rubinetti.

In camera, è trendy oggi il “letto a scrigno”, con il pratico cassetto contenente suppellettili.

L’armadio? Bandito, e al suo posto, per chi può, via libera alla cabina armadio.

Anche il divano letto ha un nuovo momento di gloria, mentre i divani tout court mostrano nuovamente le “gambe”.

Sulle pareti, ecco fare la propria ricomparsa la carta da parati, che certamente consente di giocare con colori e forme.

Sul fronte delle luci, sono i LED a illuminare gli ambienti, ma la loro forma ricorda quello delle care vecchie lampadine.

Gian Maria Brega

 

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Art Decò e Home Staging

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art decò

Art Decò: dopo quasi un secolo se ne riparla.

L'Art Decò vide la luce intorno al 1920 fino al 1940/45. Vent'anni durante i quali fece scalpore con opere di vario genere, tutt'oggi presenti e ricordate.

Si presentò, e lo fece anche con un certo impeto, attraverso tante espressioni artistiche: l'interior design, la moda, l'architettura, le arti visive. In particolare, nell' interior design si manifestò con mobili caratteristici che tutt'oggi possono tornare utili ad un Home Stager, che desidera arredare una casa con uno stile davvero particolare.

Il nome Art Decò deriva dall'abbreviazione del titolo di una mostra parigina, inaugurata nel 1925, denominata "Exposition Internationale des Arts Décoratifs et Industriels Modernes" vale a dire "Esposizione Internazionale delle Arti Decorative e Industriali Moderne" e, all'epoca, fece un così gran scalpore da assumere anche il nome di "Stile 1925".

Fece scalpore perché era un'arte diversa, come non se n'erano mai viste: pregiata, raffinata e riportava tutto il buon gusto francese, che palesava una signorilità davvero mai assaporata prima.

I materiali utilizzati per realizzarla erano originali e di alta qualità, come l'avorio, l'ebano, l'ottone, il rame, le superfici laccate, le pelli di squalo o di zebra, mai usate fino a quel momento, e tessuti di gran valore, assemblati in un geometrismo senza precedenti, in grado di creare scenari unici e che spesso causavano persino soggezione.

Uno stile capace di passare dalla sontuosità severa, che quasi sminuiva ciò che le era circostante, ma affascinava, alla delicatezza armoniosa dalle forme "femminili" e leggere.

Scacchi, quadri, curve poco sinuose, un'arte decisa e prorompente capace di dire la sua come nella musica ha fatto il Jazz.

Forse fu proprio questo suo modo di parlare al pubblico, così presente, così a volte spocchioso, da essere presto messa in un angolo, con la scusa che voleva semplicemente imitare un falso lusso, inesistente in realtà. Perdendo il mordente, venne completamente cancellata dalla Seconda Guerra Mondiale e di lei rimasero le opere ma non se ne parlò più.

Oggi però, c'è chi desidera rivivere quell'epoca e far rivivere l'Art Decò, che l'ha segnata.

Gli anni in cui si ricercava il bello, tra l'esistere di due grandi battaglie, gli anni in cui le donne videro fiorire la loro personalità, dove il sobrio diventa sinonimo di eleganza e la bellezza quasi scultorea. Gli anni di una nuova economia, la voglia di ottimismo e dinamicità, gli anni delle domande alle quali era difficile dare una risposta. Dove talvolta si desiderava esagerare.

Anni che stanno tornando, perché la casa non dev'essere banale e l'arredamento deve saper stupire. E' in questi casi che l'Art Decò può essere, anzi deve essere, presente con tutto il suo carattere, i suoi colori, le sue particolari forme. Il suo riuscire ad esprimersi attraverso complementi d'arredo e un design unico nel suo genere.

Gian Maria Brega

 

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Il Colpo di Fulmine che fa Vendere una Casa

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colpo

Gli Home Stagers americani sostengono che:

90 secondi è il tempo medio che ci mette un potenziale acquirente per farsi un'idea dell'immobilie che visita;
• il 90% degli acquisti avviene per un "colpo di fulmine";
• un immobile grazie all'Home Staging si può vendere 2 volte più in fretta;
• la vendita di una "Staged Home" avviene con un plus di valore compreso tra il 5% ed il 20%.

L'Home Stager non vuole nascondere i difetti dell'immobile in vendita o deludere il compratore, ma aiuta a trasformare la casa in una "vetrina", dove sono in mostra spazi, mobili e accessori, distribuiti in modo ordinato e pulito.

Ricorda: quando un compratore vede riparazioni, strutture vecchie o parti non finite, cercherà di abbassare il prezzo della casa.
Obiettivo dell'Home Stager è rendere la casa un luogo "pronto per essere abitato" da subito.

Bisogna lavorare quindi con professionisti in grado di preparare al meglio "il colpo di fulmine" commerciale, finalizzato alla compravendita veloce e redditizia di un alloggio.

Analizziamo in profondità il "coup de foudre".

Secondo Wikipedia, l'amore "a prima vista" (o amore al primo sguardo) è un sentimento di passione romantica, che si sviluppa fra perfetti estranei al loro primo incontro.

L'espressione può essere usata con diverse sfumature di significato. Per esempio, può indicare un'attrazione sessuale particolarmente intensa, un'infatuazione, un innamoramento o altri gradi di coinvolgimento sentimentale.

Inoltre, può indicare un sentimento reciproco o unilaterale, in cui una persona si "innamora a prima vista" di un'altra, che non ricambia, o addirittura non è consapevole della presenza (e dello sguardo) dell'innamorato.

Occorre comunque una predisposizione d'animo. E occorre presentarsi in un certo modo. Andare ad un appuntamento sporchi e disordinati non faciliterà certo il compito a Cupido.

Così è per le case!

Bisogna far leva su elementi emozionali.

Sui 5 sensi del potenziale compratore.

E quindi, in primis, lo sguardo. L'alloggio deve essere ordinato, pulito, bello ma non troppo personalizzato. Occorre ridefinire spazi, colori, luci.

Poi gli odori. Anzi, i profumi. Ricordiamo gli esempi americani (e non solo) del centro commerciale profumato, che fa registrare incrementi di vendita a doppia cifra diffondendo aromi familiari nell'aria. L'alloggio deve avere un'anima, sapere di "casa": odore di biscotti (con tanto di pacco di biscotti veri aperto), un classico degli home stager, ma non solo.

Quindi il tatto. Pulizia, dicevamo. Ma anche superfici studiate. Rese armoniche.

E così via.

L'Home Staging, così come il marketing, parla alla testa ma anche al cuore dei clienti.

Gian Maria Brega

 

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Eleganza

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eleganza

Oggi parliamo dell'eleganza, di quell'eleganza senza tempo, senza luogo, senza uno stile preciso ad includerla, in quanto essa può trovarsi ovunque accompagnata al buon gusto. Ma come realizzarla?

L'eleganza appartiene al passato così come al futuro! L'eleganza raffinata appartiene alle cose belle, che sempre si ama averle affianco.

Si trova nella storia, nel moderno, in tutta l'atmosfera dell'abitazione o nei singoli complementi. Immaginate un antico strumento musicale, una viola o un pianoforte, posizionato in bella vista al centro di un salotto: è elegante.

L'eleganza può essere solo accennata o presente in ogni spazio, sa comunque farsi riconoscere e notare da chiunque.

L'eleganza arreda e fa breccia nel cuore di tutti.

Non occorrono arredamenti chic, di gran lusso, o sfarzosi, o costosi. L'eleganza può essere mite, presentarsi in un solo tocco, fine e sottile. Con la sua grazia e la sua presenza, a volte poco ingombrante, riesce comunque ad esprimersi dando il meglio di sé.

Passare dall'eleganza allo stucchevole o all'esagerazione, è un attimo, per questo sarebbe bene rivolgersi ad un esperto. Egli saprà osservare il locale a livello olistico e complessivo per includere la giusta dose di uno stile, che può esistere sempre, in ogni tipo di abitazione.

Può essere data da alcuni colori, da alcuni oggetti o dai complementi d'arredo. Soprattutto dagli accessori che, utilizzati, paleseranno eleganza ogni momento.

L'eleganza può essere persino conferita all'appartamento attraverso giochi di luce soffusa, emanata da lampade e appliques originali e posizionate nei punti giusti. Può essere data dai tessuti. Il pizzo, il satin, il lino, così diversi tra loro, se impiegati nei giusti contesti, sapranno regalare eleganza. Ognuno a suo modo.

Ovviamente possono essere anche i mobili i grandi protagonisti. E, senza permettergli di ostentare un'eleganza che rischierebbe di risultare pacchiana, bisogna anche valutarne non solo la forma e lo stile, ma persino il materiale del quale sono fatti. Il legno può apparire rustico e antico ma anche moderno ed ricercato. Come può modificare così il suo linguaggio?

Semplice: che tipo di legno è? E come è stato lavorato?

Immaginate un ebano. Duro e pregiato che, grazie alla sua signorilità, riporta lontano, a luoghi asiatici e sconosciuti.

Immaginate un noce che permette di considerare l'unione tra terra e cielo, tra la viva natura e i suoi elementi.

Oppure, per chi volesse cambiare, ecco il cristallo, la madreperla, il velluto, l'ottone... è possibile spaziare, l'importante è giungere sempre lì, a ciò che si stava cercando: l'eleganza. Che non richiede obbligatoriamente must, ne' spese esose, è intrinseca in quello che mostriamo. I dettagli prima di tutto e le rifiniture. Sono complici perfetti per rendere una casa elegante. Mai sottovalutarli.

Non lasciamo una parete vuota. Appuntiamo cornici ai suoi spigoli, riempiranno di accuratezza e distinzione l'intera stanza.

Prediligiamo il comfort, parla di eleganza da solo.

Rivolgiamo un occhio particolare a porte e finestre. Non sono soltanto porte e finestre. Sono continuazioni di stile.

L'ordine e la pulizia e la freschezza infine. Tre presenza che non devono mai mancare.

Gian Maria Brega

 

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La Boiserie

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Quello che siamo abituati a chiamare "perlinato", intendendo un rivestimento in legno che ricopre le pareti della nostra casa, solitamente a listelli più o meno larghi, viene oggi definito "boiserie". Questo per suggerire la medesima copertura, ma decisamente più signorile e prestigiosa.

Si possono vedere tantissimi tipi di "boiseries" e in tantissimi stili. Tutte, però, eleganti, elaborate e solitamente intarsiate o decorate.

Inoltre, non sono soltanto in legno, come per il "perlinato", soluzione che spesso dona alla casa un'impronta montana e uno stile "baita", ma possono essere costruite in diversi materiali, come ad esempio il cartongesso o lo stucco o in pannelli costituiti da materiali appositi.

A cosa serve una "boiserie"?

Una "boiserie" è utile non solo per abbellire, ma per far vivere la parete. Per darle un tocco di profondità e vitalità, ma anche per contenere accessori o oggetti. Alcune, infatti, oltre che a rivestire, possono diventare comode librerie o porta specchi o addirittura divenire separè movibili e pronti all'occorrenza.

Le pareti, in una casa, vengono solitamente usate in modo banale oppure non utilizzate per nulla, quando, invece, potrebbero risolvere di molto il problema della spazio.
Grazie alla "boiserie", questo problema non esiste più e non esiste più nel migliore dei modi, con un risultato ottimo alla vista e al contempo anche funzionale ed efficiente per chi vive la casa quotidianamente.

Il loro nome francese fa capire com'esse siano state create in Francia, divenendo molto popolari, soprattutto negli ambienti nobili dei ricchi signorotti di un tempo. La Reggia di Versailles, ad esempio, ne mostra, in ogni stanza, tantissime di diverso splendore e quella che può sembrare solo una parete diventa invece una porta o un camino.

Su alcune "boiseries", addirittura, venivano eseguiti affreschi o bassorilievi, trasformando un semplice complemento di design in una vera e propria opera d'arte, preziosa e raffinata.

Oggi, si ama di più il minimal e la pulizia, ed anche queste caratteristiche si possono ottenere con "boiseries" lineari e dalle forme morbide ed armoniche, intonate al resto della casa.

Se le "boiseries", come abbiamo appena detto, sono nate in Francia, una tra queste, chiamata "boiserie di testa" è nata invece proprio qui in Italia ed è considerata ancora adesso un elemento artistico meraviglioso: senza specchiature o stondature, ma utilizzata come cornice. Questo almeno fino ai primi del '900.
Ha avuto poi un secolo di riposo ed, oggi, sta ritornando ancora più bella di prima e sta divenendo un vero e proprio must, soprattutto in quelle abitazioni sofisticate di chi pretende un arredamento ad hoc.

Sempre parlando del nostro Bel Paese, è nella zona Nord-Est dove si trovano le maggiori produzioni di "boiserie". Queste, tinteggiate con appositi colori, rappresentano un effetto legno niente male che, unendosi alla modernità dell'epoca, evita l'effetto montano, che molti trovano pesante e fuori luogo.

Una "boiserie" può anche non rivestire del tutto la parete, ma arrivare solo fino ad una certa altezza, rendendo così il muro ancora più ricco e prestigioso.

La "boiserie" rinnova e dona sicuramente un look impareggiabile alla casa. Assolutamente da tenerne conto!

Gian Maria Brega

 

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Le 6 "R" dell'Home Staging

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Home Staging, ossia l'arte di mettere in scena la casa, per venderla o affittarla nel minor tempo possibile e alle migliori condizioni.

Per diventare Home Stager esistono dei corsi specifici, come quelli organizzati dalla nostra Scuola (vedi qui -> Corso Diventare Home Stager Professionista HSP© )

Possiamo riassumere le direttrici fondamentali dell'attività di un Home Stager?

Con una concessione al gusto anglosassone delle sigle, diciamo che è possibile in qualche modo riassumere l'Home Staging in 6 "R".

Vediamole assieme.

1. Ridurre
Eliminare tutto il superfluo. Una casa vissuta è sicuramente piena di oggetti e di ricordi, ma quando quella casa è in vendita, non è il caso di averli tutti a portata di mano.

2. Rinfrescare
Dare una nuova "luce" all'immobile. Gli sbuffi neri sui termosifoni e gli schizzi sulle pareti della cucina sono dettagli, che saltano subito all'occhio di un potenziale acquirente.

3. Riarredare
Nulla di impegnativo. Studiare il corretto posizionamento dell'arredo presente, giocare con i tessuti di arredo o con le luci. Ricordiamo che un intervento di Home Staging non ha costi astronomici e, con poco budget e buone idee, si possono ottenere grandi risultati.

4. Rivalutare
Enfatizzare i punti forti della casa o gli elementi presenti. Spesso si trascurano elementi che, commercialmente, valgono un tesoro. Per esempio, i balconi usati solo per lo stendibiancheria e senza neanche un fiore.

5. Riparare 
E' fondamentale aggiustare e riparare almeno i danni più evidenti. Se il rubinetto perde, anche la trattativa non vince.

6. Ripulire
Sembra scontato, ma non lo è! Sotto uno strato di polvere, potrà anche esserci una bella casa, ma i visitatori vedranno solo uno strato di polvere.

Diamo poi due numeri: 67 Vs 282

Siamo diventati pazzi?
NO, si tratta semplicemente dei tempi medi di vendita di una casa, sottoposta ad Home Staging (67 giorni), contro quelli di una casa "nature" (382 giorni). Fonte dei dati (2015) è la Banca di Italia e l'Associazione Nazionale HSL.

Ed aggiungiamo anche un terzo numero importante: 90.
90 sono i secondi in cui si compie la decisione di acquisto di una casa.

Possiamo affermare che comprare una dimora è assimilabile ad un colpo di fulmine e serve quindi il giusto make up.

 

Gian Maria Brega

 

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Home Staging: il dettaglio che fa la differenza

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Home Staging è per definizione un "intervento di remise-en-forme di un alloggio" allo scopo di accelerarne la vendita o la locazione.

Un intervento che mediamente ha costi relativamente bassi.

Non stiamo infatti parlando di ristrutturazioni e simili. Home Staging è mettere in scena un immobile, giocando su spazi, colori, luci, ossia ponendo attenzione sui dettagli.

Dettagli che possono davvero fare la differenza!

Le candele, per esempio, sono un utile ed interessante mezzo per arredare e connotare gli spazi, non soltanto negli allestimenti di tipo etnico.
Un consiglio veramente tattico? Durante una visita, teniamole accese. Una candela spenta non crea atmosfera. Non esageriamo con sentori e forme particolari, ma creiamo piuttosto un ambiente raccolto, caldo, accogliente.

Come ben sapete, lo scopo è di far innamorare il cliente, farlo cadere "vittima del colpo di fulmine"!

Colori e forme, dicevamo. Acquistiamo caramelle colorate e disponiamole sui tavoli e/o all'interno di coerenti vasi di vetro.

Oppure giochiamo con le pietre, anch'esse colorate, a far da contrasto, magari, a superfici uniformi e non molto luminose, come tavoli, top e muretti.

I cuscini rappresentano un altro grande classico dell'Home Staging. Con i cuscini è possibile arredare e ricondizionare gli spazi, ridando loro vita e colore. Un trucco "sapiente" è spargere i cuscini non solo sui divani e poltrone, ma anche sul pavimento.

Le tende sono un'altra grande "arma" a disposizione degli home stager. Con queste è possibile cambiare letteralmente il mood delle stanze, a costi incredibilmente contenuti.

La luce. Giocare con luci e lampade è possibile, anche senza essere scenografi del Festival di Sanremo. La luce crea e disegna gli spazi. Sovente basta sostituire una lampadina per cambiare volto ad una stanza, utilizzando sorgenti a luce calda, sfruttando la tecnologia LED o quella dei sistemi temporizzati.

Diamo ora uno sguardo ai terrazzi: sovente trascurati e il più delle volte ricettacolo di cianfrusaglie o lasciati completamente spogli.
Diamo vita ai terrazzi, utilizzando semplici ed economici mobili da giardino, magari pescando nei cataloghi di qualche promozione locale o facendo visita alla più vicina sede IKEA.

Acquistiamo alcune piante (non finte!), posizionandole in modo opportuno.

La cucina, o meglio l'altro luogo cruciale in cui cadranno impietosi gli sguardi dei potenziali acquirenti. Nel caso in cui non sia presente l'ultimo pezzo di design, è possibile acquistare una serie di accessori e complementi per arricchire simpaticamente gli spazi, donando nuovo brio ai fornelli.

Ultimo, ma non ultimo, il bagno. Anche qui basta poco: asciugamani in tinta, ancora candele, pulizia e luci ben posizionate, una sedia, una lampada, e ...spazio alla fantasia!

 

Gian Maria Brega

 

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Home Staging anche nei Luoghi di Lavoro

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luogo di lavoro

Quando si parla di Home Staging, si pensa immediatamente ad una casa resa più piacevole, accogliente, da poter vivere in modo gradevole e in armonia con i nostri gusti e le nostre necessità, oltre che con tutto quello che ci circonda naturalmente.

Questo è vero! Non dobbiamo, però, dimenticare che tale tecnica è adatta ad ogni luogo e può trasformare, in meglio, ogni tipo di ambiente, come ad esempio quello lavorativo.  Il luogo del lavoro è l'ambiente, dove trascorriamo la maggior parte delle ore della nostra giornata, è il luogo dove viviamo "di più". 

Oggi parleremo per l'appunto di come applicare le tecniche dell'Home Staging nell'ambiente di lavoro.

Passiamo in ufficio, o nel nostro locale commerciale, quasi tutto il giorno godendo della casa soltanto durante le ore serali, notturne o nei week end.

E' importantissimo pertanto rendere confortevole il luogo nel quale svolgiamo la nostra professione. E gli Home Stager riescono anche in questo!

Sovente i luoghi di lavoro risultano lugubri, poco spaziosi, poco illuminati, angusti e deprimenti. Cubi asettici e sterili, che inconsciamente scoraggiano, anziché permettere alla nostra energia di vibrare.
Non ce ne accorgiamo, ma tutto questo è molto negativo per la psiche di una persona, senza contare che tarpa di molto le ali della creatività: manifestazione principale e doverosa di vivere in parecchie professioni.

Vivere in un ambiente poco ospitale, a lungo andare, può provocare persino la nascita di disturbi mentali, come lo stress.

Un intervento di Home Staging, in queste situazioni, non solo risulta essere utile e basilare, ma anche fondamentale per una vita più rosea e positiva.

Senza rendercene conto, passiamo le giornate ad osservare quel "grande loculo", all'interno del quale è bene sottolineare che ci passiamo in media dieci ore quotidianamente, con gli occhi della condanna anziché con la magia di ciò che dobbiamo svolgere. Spesso si sognano miraggi ma, grazie all'Home Staging, questi ultimi possono divenire realtà.

Cercando di creare un connubio tra il rendere quel luogo più produttivo ma anche più rilassante, in un equilibrio che si deve vivere giornalmente, l'Home Stager non ha che da sbizzarrirsi tra la scelta dei colori giusti e dell'arredamento confortevole e soddisfacente, per un benessere dell'animo e bello allo sguardo.

Perciò, un occhio di riguardo andrà ai complementi d'arredo, che non dovranno essere troppi, ma nella giusta quantità e soprattutto suggestivi: quadri o stampe appesi alle pareti, lampade particolari, soprammobili ricercati, tappeti decorativi...

Dovunque l'occhio si posa, deve poter deliziarsi! Un luogo facile da mantenere pulito e ordinato, così come pulita e ordinata potrà essere la nostra mente.

Anche i tessuti di eventuali divani, o poltrone, o lettini dovranno essere scelti con stile e capacità. Possono avere tante caratteristiche e svolgono un ruolo primario nell'allestire una stanza. Regalano colore, vita, ma anche intimità e comfort.

Un mestiere si può svolgere con passione e soddisfazione nei locali giusti, basta interpellare chi se ne intende e chi può farci raggiungere questi livelli. In questi casi, lo specialista dell'Home Staging è il professionista perfetto!

Gian Maria Brega

 

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